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Il nostro lavoro è natura

Il rispetto per la natura è il primo gesto della nostra viticoltura. La vite è un organismo vivo, che restituisce ciò che riceve, per questo viene accompagnata, con cura e senza forzature, nella sua trasformazione in vino grazie all’aiuto dell’uomo. 

Abbiamo scelto di allevare vitigni autoctoni e tradizionali del Friuli che diventeranno vini capaci di esprimere l’eleganza, la diversità e la ricchezza di questo territorio.

 

 

In vigna

Nei vigneti si lavora tutto l’anno, prestando la massima attenzione alle viti e alla loro salute, assecondando le fasi naturali di sviluppo delle piante, favorendone la crescita e proteggendole senza interventi chimici. Crediamo che la natura aiuti e tuteli la natura. Per questo ricorriamo al sovescio come pratica agronomica ecologica e seminiamo il terreno tra i filari con piante adatte ad arricchirlo ea favorire la biodiversità dei nostri vigneti, con fioriture che assecondino il lavoro di impollinazione delle api. Zolfo e rame sono i due elementi naturali con cui evitiamo eventuali malattie delle piante. 

Scegliere di assecondare la natura evitando di intervenire chimicamente significa lavorare nei vigneti manualmente e senza sosta. Selezione dei germogli, gestione della chioma vegetativa, sfogliature a beneficio della salute delle piante e della qualità del vino che sapranno dare sono estremamente frequenti. Un lavoro faticoso e continuo, fatto con competenza e professionalità ma guidato dall’amore per la vigna.

Il tempo è un altro elemento di cura, un fattore legato alla natura e alla vita della pianta. Le potature vengono effettuate esclusivamente nelle fasi di luna calante: la linfa della vite scorre più lentamente, consentendo una più rapida cicatrizzazione e una maggiore protezione dalle malattie.

Anche nel momento della vendemmia si evita il ricorso a tutto ciò che non sia la mano dell’uomo e la raccolta viene svolta interamente senza l’ausilio di macchinari. Prosegue per diverse settimane a seconda della maturazione e dello stato delle uve, con i grappoli messi in piccole cassette per preservarne l’integrità.

In cantina

Secondo la nostra filosofia anche dove il vino nasce, la chimica non trova posto. Le uve raccolte per i vini bianchi vengono lasciate macerare per una notte e i rossi per cinque notti. Fondamentale in questa fase è il controllo delle temperature, più basse per i bianchi e attorno ai 20 gradi per i rossi. Le macerazioni e le temperature idonee consentono alla buccia di rilasciare nel mosto i lieviti indigeni: questi rendono possibile che la fermentazione alcolica avvenga naturalmente, spontaneamente, senza mai aggiungere altri lieviti.

Crediamo che tanto più si lavora bene in vigna, meno serva lavorare in cantina: basta assecondare la natura, evitando solo possibili danni all’uva. Il vino viene curato ma lasciato vivere, intervenendo il meno possibile. 

Ogni vitigno viene vinificato separatamente, in legno, acciaio o cemento, rispettando la provenienza delle uve. Dopo la fermentazione il vino riposa fino a primavera: il momento del suo risveglio.  Le temperature più tiepide consentono di valutare tutti i sentori e, nella prima luna calante di maggio, avviene l’assemblamento: ogni vasca o botte, con le sue caratteristiche, viene scelta affinché possa esprimere il vino che vogliamo che sia. E’ il momento in cui artigianalità ed esperienza giocano un ruolo fondamentale per selezionare ciò che di meglio possa esserci per dar vita ad un vino di qualità, assecondandolo e accompagnandolo verso la migliore evoluzione. 

L’imbottigliamento viene effettuato durante le fasi di luna calante, sempre nel rispetto dei cicli naturali. 

La scelta dei tappi, e quindi la chiusura del vino, viene fatta pensando alla possibile evoluzione del vino: un monopezzo in sughero naturale per i vini che hanno grande prospettiva, un tappo più tecnico per valorizzare la freschezza di quelli più immediati.